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Biografia

Luigi FiloGrano (Italia) vive e lavora tra Vigevano e Milano.

FiloGrano ha sviluppato nel corso di oltre trent'anni una ricerca artistica incentrata sul tema dell'equilibrio, inteso come condizione strutturale, percettiva ed esistenziale, sempre osservato nella sua precarietà e instabilità.

La sua ricerca artistica è maturata nel tempo parallelamente a diverse esperienze professionali, tra cui l'ingegneria, l'architettura d'interni e l'insegnamento di discipline scientifiche tra le quali anche la fisica classica. Esperienze apparentemente distanti dalla pratica artistica hanno progressivamente contribuito alla formazione del suo linguaggio, alimentando un interesse sempre più consapevole verso le relazioni tra materia, peso, gravità, struttura, spazio ed equilibrio. Accanto a queste attività, Filograno ha mantenuto nel corso degli anni una pratica artistica costante, con esperienze espositive inizialmente discontinue, fino a poter dedicare progressivamente alla ricerca artistica una parte sempre più centrale della propria attività, sviluppandone la dimensione espositiva a partire dai primi anni Duemila.

Dopo aver sperimentato diverse tecniche espressive – dalla pittura alle tecniche miste – ha dedicato oltre vent'anni principalmente al disegno su tavole di pioppo e betulla, utilizzando grafite, pastelli e materiali differenti sovrapposti tra loro. In questi lavori la riflessione si è concentrata sui fragili equilibri della condizione umana, sul rapporto tra eros e morte e sulla memoria dell'arte del passato riletta attraverso una sensibilità contemporanea.

Negli ultimi anni la sua ricerca ha trovato una nuova e più compiuta espressione attraverso opere tridimensionali e installative, oggi al centro del suo lavoro. Tronchi e rami di eucalipto recuperati in natura, attraversati da aste d'acciaio, ferro o ottone, diventano strutture in cui materia naturale e intervento umano convivono in una tensione continua tra stabilità e precarietà. L'equilibrio non è mai dato come condizione definitiva, ma come processo dinamico e sempre reversibile.

Queste opere affrontano il tema della crisi ambientale, della deforestazione, della perdita di biodiversità e del rapporto sempre più problematico tra uomo e natura. L'elemento naturale non rappresenta il soggetto dell'opera, ma ne costituisce direttamente la materia, assumendo una forte valenza simbolica.

Accanto alle installazioni, Filograno sviluppa una serie di lavori a parete su tavole di ardesia, in cui aste metalliche, minerali, elementi naturali e forme essenziali proseguono la medesima riflessione sul concetto di equilibrio, condensandola in una dimensione più raccolta ma ugualmente strutturale.

La formazione in ingegneria e architettura, insieme alle esperienze maturate nell'ambito della fisica, dell'architettura e della progettazione, influenza il suo linguaggio artistico, orientando la ricerca verso relazioni tra peso, tensione, gravità, materia e spazio, dove ogni elemento assume una funzione costruttiva oltre che simbolica.

Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive, tra cui la Biennale di Venezia 2011 (Padiglione Italia – Torino e Venezia) e Art Nordic – Contemporary Art Fair di Copenaghen (2018), ottenendo riconoscimenti in concorsi dedicati al disegno, tra cui il Basi Prize (2011). Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e museali, tra cui il Museum Allotropya di Delfi (Grecia) e una collezione museale a Boston.

Africa no. 4-  eucalyptus bark, steel, other materials  - size cm. 20 x 20 x 180 - FiloGra
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