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Luigi Filograno ( Puglia - Italy ), ha usato in passato varie tecniche espressive ( olio/acrilico /polimaterico su tela o su altri supporti ) ,ma nell'ultimo ventennio prevalentemente il disegno su legno e talvolta tecniche miste . Accanto ai lavori 2D ( tavole di legno di pioppo o in passato tele ), ha realizzato opere in 3D ovvero sculture in legno di eucalipto,con ferro e acciaio ed argilla con la quale ha plasmato l'essenza arborea naturale. Volutamente le superfici lignee di entrambe le tipologie dei suoi lavori  appaiono scabre, incise, incrostate, piene di asperità . Una sorta di metafora della condizione umana con le sue asprezze e la sua crudeltà. Filograno punta a rivisitare l'arte del passato in chiave contemporanea ,con riferimenti all'arte medievale italiana ed al rinascimento, ma ha anche molte congiunzioni con l'arte contemporanea , non necessariamente figurativa. Il suo iniziale tema di ricerca è stato l'anelito ad una auspicabile condizione di equilibrio da parte dell'uomo,su più livelli ,umano ed esistenziale, ambientale, politico . Ne è derivata successivamente una più ampia riflessione sulla finitezza dell'esistenza, sul legame tra eros e morte, sulla natura effimera di molti presunti valori , come fama, ricchezza, potere, bellezza. Tema di ricerca ricorrente è stato anche quello concernente le errate e perverse politiche energetiche utilizzate dall'uomo contemporaneo che hanno provocato l'attuale squilibrio ambientale. La sua denuncia in tale campo è stata ulteriormente testimoniata dalla sua produzione scultorea dove tronchi di legno sono "violentati" da aste di acciaio o di ferro . Filograno ,ingegnere con indirizzo architettonico ha sviluppato esperienze lavorative accanto a quella di artista nel design di interni , che hanno influenzato le sue sculture e il loro posizionamento spaziale.

Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive, tra cui la Biennale di Venezia 2011 (Palazzo delle Esposizioni a Torino - Sala Nervi - Padiglione Italia e Palazzo Ca 'Zanardi - Venezia), la Contemporary Art Fair a Copenhagen (Art Nordic) 2018;  premi nella sezione disegno come Basi Prize 2011 (Toscana), e alcune opere sono presenti  in musei come Museum Allotropya (Delphi - Grecia) e Boston.
Pubblicazioni :"Materika" - 2018 - C. A. Strazzeri ; "La Bellezza e le Radici" - 2014 - C. Strazzeri - ISBN 978-88-89458-04-4; "Luigi Filograno :Of life,death,love and sin " - 2016 - Galleria Ninni Esposito ; "Luigi Filograno : It is not all roses" - 2013 - Edizioni Galleria F. Foresta - ISBN 978-88-940010-3-7; Apuliamagazine - 2014 - A. Dall'Olmo ; Premio Basi Arte Contemporanea 2011 - S. Petronici/ B. Madrigali; Espoarte 2012 - R. Maggi - ISSn 2035-9772; Padiglione Tibet Biennale Venezia 2011 - R. Maggi; Amisuraduovo - 2007 - Galleria Spaziosei ; KosaKaos - 2010 - E. Govi ; Modi, Bari.

Alcuni dei passaggi del testo di presentazione di Marilena Di Tursi alla mostra personale "Vita, morte, amore e peccato" ( Galleria Ninni Esposito - Bari ) recitano così:
"Le ultime opere di Luigi Filograno presentano figure, immagini, miti e simboli, tratti da un eclettico bacino iconografico in cui vivono, i presagi fatali di Goya, la bellezza intangibile e seducente di Botticelli, l'astrazione  immaginaria di Dalì, la violenza gestuale di Immerdorff, su diverse latitudini linguistiche, Damien Hirst e Rebecca Horn, Jan Saudek, Robert Mapplethorpe, David Nebreda, Joel Peter Witkin. (......).
Sono spartiti complessi, come li chiama l'artista, ridondanti, barocchi nei riferimenti, più o meno decorativi o intriganti, supportati da diverse tecniche su uno stile ambiguo tra fotografia e destrezza. Filograno interpreta il prelievo e l'elaborazione della pittura, gestendo una pratica di "post", un manierismo colto pieno di straniamenti , in grado di tenere insieme visioni disparate con uno sfondo in cui giacciono condizionamenti culturali ad ampio spettro. (......) ".

 "Le ultime opere di Luigi Filograno presentano figure, immagini, miti e simboli, tratti da un eclettico bacino iconografico in cui vivono, i presagi fatali di Goya, la bellezza intangibile e seducente di Botticelli, l'astrazione  immaginaria di Dalì, la violenza gestuale di Immerdorff, su diverse latitudini linguistiche, Damien Hirst e Rebecca Horn, Jan Saudek, Robert Mapplethorpe, David Nebreda, Joel Peter Witkin. (......).

Sono spartiti complessi, come li chiama l'artista, ridondanti, barocchi nei riferimenti, più o meno decorativi o intriganti, supportati da diverse tecniche su uno stile ambiguo tra fotografia e destrezza. Filograno interpreta il prelievo e l'elaborazione della pittura, gestendo una pratica di "post", un manierismo colto pieno di straniamenti , in grado di tenere insieme visioni disparate con uno sfondo in cui giacciono condizionamenti culturali ad ampio spettro. (......) ".

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