Luigi
FiloGrano /
Contemporary Artist
ARTIST STATEMENT
My artistic practice explores equilibrium as a structural, physical and existential condition—never as a stable state, but as a fragile balance constantly exposed to transformation.
Over the years my work has evolved from painting and drawing towards a sculptural and installation-based practice, where natural materials such as reclaimed eucalyptus wood, slate and minerals interact with steel, iron and brass. These elements are brought together through relationships of weight, tension, gravity and resistance, creating compositions in which stability always appears provisional.
My technical background in engineering and architecture has deeply influenced this approach. Rather than representing balance, I attempt to construct it physically, allowing form, matter and space to become active components of the work.
The environmental crisis has become an increasingly important dimension of my research. Fallen trunks, branches and natural materials are not simply symbols of landscape but living witnesses to the fragile relationship between humanity and nature. Their encounter with industrial materials reflects the tensions generated by human intervention on ecological systems.
Alongside these sculptural works, I continue to develop wall-based pieces in slate, where metal rods, minerals and natural elements investigate the same themes through a more intimate scale. Whether in sculpture or drawing, my interest lies in revealing how every apparent equilibrium contains the possibility of collapse and renewal.
Rather than offering answers, my work invites viewers to reflect on the precarious conditions that shape both human existence and the natural world.
ARTIST STATEMENT
La mia ricerca artistica esplora il concetto di equilibrio come condizione strutturale, fisica ed esistenziale, mai intesa come stato stabile, ma come un equilibrio fragile, costantemente esposto alla trasformazione.
Nel corso degli anni il mio lavoro si è progressivamente evoluto dalla pittura e dal disegno verso una pratica prevalentemente tridimensionale e installativa, in cui materiali naturali come tronchi e rami di eucalipto recuperati in natura, ardesia e minerali dialogano con acciaio, ferro e ottone. Questi elementi vengono messi in relazione attraverso rapporti di peso, tensione, gravità e resistenza, dando vita a configurazioni nelle quali la stabilità appare sempre provvisoria.
La mia formazione tecnico-scientifica in ingegneria e architettura ha influenzato questo approccio. Più che rappresentare l'equilibrio, cerco di costruirlo fisicamente, facendo sì che forma, materia e spazio diventino componenti attive dell'opera.
La crisi ambientale è divenuta una dimensione sempre più centrale della mia ricerca. Tronchi, rami e materiali naturali non sono semplicemente simboli del paesaggio, ma testimoni concreti della fragile relazione tra uomo e natura. Il loro incontro con materiali industriali riflette le tensioni generate dall'intervento umano sugli equilibri degli ecosistemi.
Accanto alle opere scultoree e installative sviluppo una serie di lavori a parete su tavole di ardesia, nei quali aste metalliche, minerali ed elementi naturali proseguono la stessa indagine sul concetto di equilibrio, condensandola in una dimensione più raccolta ma altrettanto strutturale.
Sia nelle opere tridimensionali sia nei lavori a parete, il mio interesse è rivolto alla possibilità di rendere visibile come ogni equilibrio apparente contenga in sé la possibilità del cedimento, della trasformazione e di un nuovo assetto.
Più che offrire risposte, il mio lavoro invita a riflettere sulla precarietà che caratterizza tanto l'esistenza umana quanto gli equilibri del mondo naturale.